62. Santa Maria delle consolazioni

Da un documento ritrovato nell’altare si evince che nel maggio 843 il vescovo Ramperto consacra la chiesa ai Santi Faustino e Giovita, incarcerati qui, secondo la pia tradizione, prima di subire il martirio. Ecco che la primitiva chiesa del quartiere Casolte (case alte) prende quindi il nome di San Faustino in carceribus o, per la vicinanza con il castello, San Faustino in castro. Durante la costruzione delle opere di fortificazione della cittadella nuova di Filippo Maria Visconti, nei primi anni del Quattrocento, l’edificio viene quasi del tutto demolito: si salvano l’abside e il campanile. Non si hanno dati certi sulla sua ricostruzione e sul cambio di dedicazione ma si può immaginare l’afflato religioso della popolazione bresciana, afflitta dalle numerose epidemie di peste e in cerca di materna e divina consolazione. E non è un caso che l’immagine miracolosa rappresenti la Beata Vergine con i Santi Sebastiano e Rocco di Montpellier, invocati quali taumaturghi. Il 6 luglio 1612 l’affresco, staccato da una parete esterna, viene solennemente posto sull’altare maggiore del santuario. E il 18 novembre 1612 nasce ufficialmente la Confraternita di Santa Maria delle consolazioni.

Collegamenti:
San Benedetto da Norcia
Santi Cosma e Damiano

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