Dal Monastero dei Vallombrosani al Convento dei Cappuccini

Forse non tutti sanno che un quartiere di Brescia, la Badia, alla periferia ovest della città, oltre il fiume Mella e la collina di S. Anna, deve il suo nome alla presenza di una antica Abbazia.

Nel 1107 il Vescovo di Brescia, Arimanno da Gavardo, per riequilibrare alcune dinamiche interne alla Diocesi dovute alla presenza di due grandi Monasteri, quello maschile di Leno e quello femminile di S. Giulia in città, che godevano di privilegi ed esenzioni papali ed imperiali, chiese ad una (allora) nuova Congregazione Monastica, i Benedettini Vallombrosani, di stabilirsi in quest’area, ove costruirono l’Abbazia dei Santi Gervasio e Protasio al Mella. Abbazia importante che diede origine ad altre Fondazioni vallombrosane.

Nel 1475, alla morte dell’ultimo Abate vallombrosano, Nicola Averoldi, l’Abbazia venne messa in Commenda (amministrazione ecclesiastica) con la nomina pro tempore di un Abate Commendatario, che spesso non risiedeva nemmeno in Abbazia e si limitava a gestire le proprietà fondiarie del Monastero.

Il 18 marzo 1536 il Vescovo di Bergamo, Pietro Lippomano, Abate Commendatario dell’Abbazia dei dei Santi Gervasio e Protasio al Mella, concesse ad una nuova (bis) Congregazione religiosa, i Francescani Cappuccini, di insediarsi sul territorio dell’Abbazia, sul colle S. Anna, ove sorgevano una cappella dedicata all’Annunciazione e la casa del custode vignaiolo.

La Comunità con il tempo crebbe e costruì sulla collina un Convento. Il 13 giugno 1660, festa di S. Antonio di Padova, il Cardinale Pietro Vito Ottoboni, futuro Papa Alessando VIII, consacrò la nuova chiesa, dedicata appunto al Santo francescano patavino. Il Convento dei Cappuccini subì la soppressione napoleonica (1806) e quella del Regno d’Italia (1862), passando definitivamente in mano privata.

Dell’Abbazia dei Santi Gervasio e Protasio, oltre al ricordo, rimane qualche elemento architettonico nella struttura ora denominata Borgo Santellone. Del Convento dei Cappuccini rimane solo la Chiesa di S. Antonio, di pertinenza parrocchiale.

Guarda i video sulla Pagina Facebook de Lo Speziale: parte prima e parte seconda.

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