Gli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31) sono denominati tradizionalmente come “i giorni della merla”. Come mai? Facciamo qualche ricerca e qualche ipotesi.
- La mitologia greco-romana
La dea greca Persefone (Proserpina) preannuncia in questi giorni la sua visita alla madre Demetra (Cerere) dal regno di Ade (Plutone), e quindi l’arrivo della primavera, tramite il volatile “turdus merula“. - La leggenda del comignolo
Ricordo il racconto che la maestra Gabriella ci fece alle scuole elementari: “Una merla e i suoi piccoli, in questi giorni freddi di fine gennaio, trovarono rifugio in un comignolo, da cui uscirono dopo tre giorni con le piume annerite per via della fuliggine.” - Il cannone*
Dei soldati dovevano portare sull’altro lato del fiume Po un cannone di ghisa molto pesante chiamato “merla”. Poterono farlo in questi ultimi giorni di gennaio quando, per il grande freddo, fecero scivolare il cannone sul ghiaccio del fiume. - La sposa*
Una nobile signora di Caravaggio chiamata “de Merli” doveva attraversare il Po per sposarsi. Lo poté fare negli ultimi giorni di gennaio, attraversando il fiume ghiacciato.
(*Sebastiano Pauli, “Modi di dire toscani ricercati nella loro origine“, p. 341, Venezia, Simone Occhi, 1740)